“Quando la miseria è troppa, la casa è vietata ai bambini all’infuori dei pasti e del dormire. Come potrebbero giocare in casa ? Come potrebbero invitare i compagni?
Spesso ci dicono : « A volte alcuni compagni mi invitano ad un compleanno, ma io dico di no, non ci vado e a volte mi dispiace, perché non potrei poi invitarli da me : mi vergogno troppo ! »
Le più umiliate sono le bambine. Non accettano di essere emarginate così dalle loro amiche ; soprattutto perché non possono quasi mai giocare fuori insieme a dei ragazzi che le prendono a spintoni e, spesso, le picchiano per divertirsi. E poi fuori c’è il fango, la polvere, la sporcizia delle strade. Devono accettare i vestiti sgualciti, sporchi, strappati. Che vergogna !
Dove andare a giocare, a divertirsi ? Nel quartiere, sul marciapiede, nei cantieri, sui terreni abbandonati ! Ma lì, che amicizie si possono fare ? Cosa si può imparare ? Quale nuovo orizzonte può aprirsi, tanto più che siete sollecitati dalla discarica con tutte le sue cianfrusaglie ! Ci sono tante cose da raccogliere, da vendere per poter mangiare o vestirsi, da portare a casa : giocattoli rotti, carrozzine disarticolate…
Comunque, il periodo peggiore è quello delle vacanze, quando non c’è nessuno che si occupa di te, e sei costretto a rimanertene sul posto. A giocare sul selciato, nella polvere, quanti bambini sono disidratati ! Alcuni rimangono mutilati per la vita in seguito ad incidenti dovuti ad oggetti taglienti o brutte cadute. A volte l’incidente è mortale, come accadde a Violette, una bambina di due anni e mezzo. Quel venerdì pomeriggio Violette si divertiva col fratellino di cinque anni a buttare delle immondizie in una fossa. Queste immondizie dovevano essere bruciate nella scarpata per evitare parassiti e topi. Violette è scivolata, è caduta a capofitto nel fuoco.
Suo fratello è andato a cercare aiuto, ma era troppo tardi. Avrebbero potuto buttare dell’acqua, ma non ce n’era. L’avevano tolta perché la bolletta non era stata pagata. I poliziotti, arrivati lì, hanno detto : « Quei bambini bisognava darli in affidamento prima. » Non avevano i soldi per il funerale, se li sono dovuti far prestare. « Come vivremo, domani », hanno detto i genitori.
Lungo i bordi di quelle scarpate, domani altri bambini giocheranno e vi passeranno l’estate…”
