I tre rifiuti del Movimento

Estratto dal discorso di padre Joseph Wresinski il 17 novembre 1977 durante il raduno pubblico presso la Mutualité a Parigi

Il Movimento ATD Quarto Mondo è fondato su un triplice rifiuto, quello stesso rifiuto che sostiene il sotto-proletariato nella sua rivolta silenziosa, e cioè:

il rifiuto della fatalità della miseria,
il rifiuto della colpevolezza
che pesa su coloro che la subiscono,
il rifiuto dello spreco spirituale e umano che costituisce una società che si priva con troppa facilità dell’esperienza di coloro che vivono nella miseria.

Una società che tollera la miseria non ha scuse perché:

la miseria non è una fatalità, non è una maledizione dell’umanità contro la quale gli uomini non possono fare nulla. La miseria è opera degli uomini,solo gli uomini possono distruggerla! La miseria non è la sopravvivenza di una società passata, meno sviluppata che può sparire da sola con lo sviluppo economico. Essa resiste a tutti i regimi, tutti i progressi se la sua distruzione non rappresenta la priorità tra i progetti della comunità nazionale. Essa non può più essere considerata come lo scarto inevitabile che ogni cambiamento lascia dietro di sé. Gli esclusi di oggi, ieri erano già degli esclusi! Il cambiamento in sé non ne è la causa.

Il Movimento rifiuta ogni possibile scusa al persistere della miseria: essa esiste perché noi la accettiamo Il Movimento reclama una volontà politica di distruggerla!

Il Movimento non accetta che si possano accusare le famiglie più sfavorite di compiacersi di vivere nella estrema povertà per mancanza di buona volontà o per trascuratezza.

Infatti chi può compiacersi di vivere nella povertà e nella dipendenza?

Chi può accettare volentieri i lavori più ingrati? Chi può sopportare, per propria scelta, di essere disprezzato come lavoratore, di non poter partecipare alle lotte operaie, di essere considerato un incapace e un fannullone?

Chi può compiacersi di essere disprezzato, di non avere nessuna possibilità di reclamare , di non essere ascoltato, di non poter vivere come gli altri suoi concittadini?

Se continuate a vivere in questa miseria è perché non avete i mezzi per uscirne, è perché non avete ricevuto l’istruzione che vi avrebbe permesso di apprendere un mestiere, di avere delle amicizie o creare delle solidarietà, di esprimervi e di comprendere il cammino del mondo che vi circonda e che è anche il vostro.

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