Ciclo di studi sulle famiglie disadattate, Noisy-le-Grand, 1962-1963 Introduzione agli atti
Il povero che non è inserito nel pensiero dell’uomo, rimane al di fuori delle sue città
Fino a che non esisteranno specializzazioni che ci forniranno delle conoscenze universali, i poveri entreranno nel nostro ragionamento solo per categorie e questo, come abbiamo visto, con grande fatica. E fin quando alcuni rimarranno fuori del nostro pensiero, il mondo sarà costruito senza di loro.
Certamente, potranno essere accolti nel nostro cuore. Tuttavia, le società non sono costruite dall’amore, ma dall’intelligenza, per quanto essa sia poi animata o meno dall’amore. Il povero che non sarà stato introdotto nell’intelligenza degli uomini non sarà introdotto nelle loro città. Fin quando il povero non è ascoltato, fin quando i responsabili dell’organizzazione di una città non si preparano su di lui e sul suo mondo, le misure prese per lui saranno solo dei gesti a sbalzi, che rispondono a delle esigenze superficiali e di convenienza. Le azioni soggettive che non si ispirano all’universo vissuto dal povero, a dispetto di ogni buona volontà, non lo introdurranno nelle strutture della società.
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Il posto del povero nel pensiero
