Articolo di padre Joseph Wresinski pubblicato in Consacrazione e Servizio, rivista delle Religiose Centro Studi UISM, Roma, 1976. Esso riproduce la conferenza tenuta lnel 1975 a Bruxelles dal P. J. Wresinski, apparsa in “Vie consacrée” (15 marzo ,1975).
È difficile oggi proporre un discorso sui poveri senza cadere da una parte nella logica della lotta di classe e dall’altra in quella caritativa assistenziale. Il testo che presentiamo ci sembra dunque una cosa nuova e viva tra tanta letteratura in cui il sociologico sommerge l’evangelico e impedisce la percezione della sua identità profonda. Esso riproduce la conferenza tenuta lo scorso anno a Bruxelles dal P. J. Wresinski, apparsa in “Vie consacrée” (15 marzo ,1975) e che noi traduciamo per gentile concessione. Il P. Wresinski è all’origine del movimento multiconfessionale “Aide à toute détresse – Quart Mondo” nato nelle bidonville parigine e che accoglie uomini e donne di ogni nazionalità, religione e orientamento sulla base di un comune progetto a favore dell’uomo.
Il Quarto Mondo è quello degli esclusi, del sottoproletariato. Non trova posto nella dinamica della conflittualità perché avverte come per istinto che essa non sfugge alle regole del gioco: sostituire al potere degli uni quello degli altri. Vorrebbe piuttosto affermare l’utopia di un mondo senza potere e che quindi non emargini più. In questa prospettiva ogni scelta politica conserva la sua verità ma viene relativizzata in nome di un assoluto che i poveri attendono.
Dalla presenza evangelica fra i dimenticati nasce una nuova visione della Chiesa come luogo ove gli ultimi siano veramente i primi e venga costituita cosi una scala di valori diversi da quelli in corso. Fiorisce anche la nostra riconciliazione con essa, il perdono per i suoi peccati che sono poi i nostri. Nella comune ricerca di una esperienza di preghiera e di vita con Dio, come dei beni più grandi che per giustizia non possono essere negati ai poveri.
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Presenza evangelica nel Quarto Mondo
