Andrea Riccardi parla di p. Joseph Wresinski

Intervento di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, alla tavola rotonda sul libro “I Poveri sono la Chiesa”, Edizione italiana , Jaca Book, Milano, 2009, Roma, 26 maggio 2010, presso la sede de “La Civiltà cattolica”.

Andrea Riccardi: Io sono anch’io molto contento di essere qui e di discutere questo libro del Padre Joseph Wresinski, un libro che ci aiuta a capire l’uomo e il prete. Io vorrei provare a collocare questo libro, perché questo è un libro sporco di storia, che non può diventare qualcosa di etereo.

Io penso che, sia il mio gusto e le mie responsabilità mi collocano a farlo – vedo qui presente il Professor Jean-Dominique Durand che saluto, lui con la sua conoscenza del contesto storico francese lo farebbe meglio di me- ma per i casi della vità, lo faccio io. Padre Wresinski in questo libro – e ringrazio Gilles Anouil che ci ha aiutato a farlo parlare- parla della sua infanzia, un’infanzia lacerata, un’infanzia dolorosa, un’infanzia miserabile. E la frontiera che attraversa la sua infanzia è quella tra la povertà e la Chiesa. In un certo senso, la povertà è rappresentata da questa figura del padre, questa figura dell’uomo abbrutito e violento perché violentato. E qui ci sono dei passaggi molto belli, non avrò il tempo di commentarli, per esempio, a pagina 79, sul maschio: “Dai trenta o trentacinque anni, gli uomini sono spesso consumati, quasi vecchi”. Chi conosce i poveri sa che è così. Ma poi c’è la madre. La madre è questa donna bella, questa donna sofferente, buona: “Per me la Chiesa era la preghiera di mia madre, il suo silenzio, la sua meditazione, la Chiesa del cappellano del Buon Pastore che ripeteva cento volte al giorno: “Mio Dio, io vi amo!” Era il curato, il parocco, della parrocchia che rispettava mia madre e che veniva chiedere l’obolo. Erano le suore che trovavo un po’ fuori dalle nuvole ma belle unite con quell’ambiente.”

41l6obexpjl-_sx322_bo1204203200_

 

 

 

 

 

 

 

 

Le père Joseph è figlio di un divorzio. È figlio del divorzio tra la Chiesa e i poveri, o come avrebbe detto negli anni quaranta Madeleine Delbrêl o i preti operai, fino a quello che diceva Monsignor Miglio negli anni del Concilio, figlio del divorzio tra la Chiesa e la classe operaia, e la Chiesa e i poveri. Non è la stessa cosa ma è lo stesso divorzio. Lui c’era dentro e sceglie per il mondo bello, per sua madre, per le suore, per il prete che biascicava la giaculatoria, e si fa prete. Questa è una storia molto francese. È una storia parigina e francese, perché la Francia è un grande laboratorio dell’incontro-scontro tra ottocento e novecento, –pensate che la Commune di Parigi è del 1870– tra la Chiesa e i poveri, tra la Chiesa e la classe operaia. Anche se qui si parla di sottoproletariato, è un altro discorso, ma analogo.

 

Testo completo sotto in formatto PDF

Sul libro I Poveri sono la Chiesa, intervento di Andrea Riccardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *