Salvaguardare le proprie radici per scongiurare la selezione.

C’è una cosa che i giovani del Quarto Mondo devono sapere: cioè che essi fanno parte di un gruppo che è sempre stato trattato ingiustamente e che loro possono fare qualcosa per quel gruppo.

Questa solidarietà che Don Bosco aveva instillato nei cuori dei suoi ragazzi è assolutamente indispensabile. «Apparteniamo ad un popolo e dobbiamo salvare il nostro popolo insieme a noi. Apparteniamo ad una famiglia e non siamo mai i soli ad essere esclusi, ma veniamo esclusi insieme ad altri compagni, insieme alla nostra famiglia, a tutto il nostro ambiente. Lavoreremo per fare in modo che non siamo più degli esclusi, ma affinché possiamo essere utili ai compagni e alla nostra famiglia».

All’interno delle nostre istituzioni, noi diffondiamo il virus della promozione individuale, che significa raggiungere sempre gli altri. Il problema però, è che si rischia di allontanarsi dal proprio ambiente e perciò di non appartenere più a ieri e non ancora al domani, rimanendo di fatto, in un modo o nell’altro, sempre degli intrusi.

Non siamo degli esclusi allorquando si entra nella società così com’è con il bagaglio di eredità che non rinneghiamo e che ci sostenta.
Quel padre che era un ubriacone, era pur sempre vostro padre; quella madre che a volte si prostituiva per darvi da vivere, era pur sempre vostra madre. Quei fratelli e sorelle che non si sa che fine hanno fatto … sono sempre i vostri fratelli e le vostre sorelle. Esperienze che voi avete vissuto in un certo ambiente e che vi trasmettono calore umano…

Ebbene, tutto questo non può essere rinnegato, se non a costo di rinnegare le proprie radici, e quando non si hanno più radici, ovunque si arrivi, ci si sente degli intrusi.

Mantenere le proprie radici per contrastare quella selezione che fa sì che prendiamo per i capelli coloro che crediamo siano i migliori per farli uscire dal loro ambiente, senza in realtà farli entrare da nessuna parte. E dal momento che quelli che noi reputiamo i più dinamici abbandonano il campo, gli ambienti dei più poveri diventano sempre più amorfi.

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