Introduzione tenuta al primo Circolo di pensiero “Quarto Mondo e società” svoltosi a Pierrelaye, il 18 Ottobre del 1980, con la partecipazione di una quarantina di giuristi, di filosofi, di alleati e di volontari.
Perché pensiamo che è essenziale introdurre, senza più tardare, i più poveri, la loro condizione, la loro parola, nel pensiero contemporaneo sulla società, sulla democrazia, sui Diritti dell’Uomo?
Raggruppiamo queste tre nozioni: società, democrazia e Diritti dell’Uomo, perché sembrerebbe bene che, in questo momento della storia del mondo, esse siano divenute necessariamente interdipendenti ed indissolubilmente legate. Perché dunque sentiamo come una vera urgenza quella di introdurre la realtà dei più poveri, degli esclusi, in seno a questo trittico?
La nostre ragioni sono di due ordini. Le prime sono dettate dalla condizione degli esclusi, quella del Quarto Mondo in tutti i continenti. Attingiamo le altre dalla preoccupazione spesso profonda dei non-poveri, di noi tutti, di avanzare verso una società, verso una democrazia nazionale ed internazionale che meglio realizzi i diritti dell’uomo – preoccupazione tanto più inquieta e persino dolorosa, quanto più abbiamo il sentimento di essere impotenti, di non arrivare a tale realizzazione. Cominciamo dalle ragioni che ci detta il Quarto Mondo.
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Un appello urgente a ripensare i Diritti dell’uomo
